il giornale degli studenti dell'Università di Pavia

sabato 26 giugno 2010

A.A.A. Cercasi talenti italiani

di Riccardo Carcano Casali
Maradona sostiene che con un Totti o un Del Piero l’Italia sarebbe arrivata più lontano. Ha ragione e torto allo stesso tempo. È vero che un giocatore così, che con un colpo di genio risolve le partite, all’Italia è mancato. Ma certo non si poteva riesumare qualche “grande vecchio” per questo Mondiale. Nel 2006 Totti e Del Piero erano già giocatori maturi, e il loro apporto qualitativo rappresentava il giusto bilanciamento alla quantità offerta dai giocatori più fisici. Bisognerebbe guardare avanti, ma oggi come oggi il panorama è desolante. I grandi del passato (prossimo) sono acciaccati, e non c’è nessuno veramente degno di sostituirli. Non è che manchi il talento in sé, ma le condizioni mentali che fanno il campione vero. Cassano è maturato tardi, e ha pagato i suoi errori passati anche più del dovuto. Balotelli è davvero una mina vagante: ha perso la testa in situazioni ben più serene della partita contro la Slovacchia, ma ci dobbiamo aggrappare a lui per il futuro. E mi riesce difficile trovare altri nomi che corrispondano all’identikit. Ci sarà pure una flessione italiana nell’andamento dei geni calcistici, ma mentre i club esteri inesauribilmente sfornano piccoli campioni (il Barcellona, giusto per fare un nome), le squadre italiane sembrano voler cercare rivelazioni solo in Sud America. E la nostra Nazionale ne soffre.

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