il giornale degli studenti dell'Università di Pavia

mercoledì 7 luglio 2010

Viva Espana! Ale-mania terminata!

di Stefano Sette
Comunque andrà a finire Domenica sera, ci sarà un nuovo nome impresso nell’albo d’oro dei Mondiali: dopo l’Olanda, si qualifica per la finale di Johannesburg un’altra nazionale ancora a bocca asciutta di Coppe del Mondo, cioè agna. La semifinale contro i Tedeschi, a differenza di quella di Martedì sera, è stata meno spettacolare, anche se le Furie Rosse, già dai primi minuti, avevano preso in mano le redini della partita, sprecando le poche occasioni create, per poi essere imitata dalla Germania durante il secondo tempo. Quando sembrava che le due nazionali, quella tedesca soprattutto, volessero accontentarsi dello 0-0 per giocarsela ai supplementari, il capitano del Barcellona Carles Puyol ha segnato il gol dell’1-0 sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 73', obbligando la Germania ad attaccare, senza però rendersi mai pericolosa. Anzi, l’unico pericolo negli ultimi minuti lo hanno corso proprio i Tedeschi, che hanno rischiato di prendere il secondo gol se Pedro non si fosse incartato in area di rigore avversaria. Nel complesso la squadra di Del Bosque ha disputato la sua miglior partita del Mondiale, anche se il gioco espresso sino ad ora è ben lontano dalle aspettative della vigilia, soprattutto se paragonato a quello dell’Europeo 2008 (in cui la gara meno riuscita fu il quarto di finale contro l’Italia), e ha meritato l’accesso alla finale per il 1° e 2° posto di Domenica sera. La Germania, unica tra le semifinaliste del 2006 a riclassificarsi tra le prime quattro, proverà a consolarsi con la finalina di Sabato contro l’Uruguay, ma nel complesso il calcio tedesco ha dimostrato di essere tornato a recitare la parte del protagonista dopo un periodo di risultati altalenanti: merito della politica sportiva basata sui settori giovanili (come accade anche in Spagna), che ha permesso di sfornare giovani talenti (Muller e Ozil per fare due nomi) facendoli debuttare in Nazionale A in età giovanile, garantendo ai club bilanci sani, senza ricorrere a spalmature pluriventennali, per via delle severe regole federali in termine d’iscrizione ai campionati (si va dalle penalizzazioni in classifica alla retrocessione a tavolino). Non a caso la Bundesliga resta il Campionato più competitivo tra i maggiori d’ Europa, in cui possono vincere sia il Bayern Monaco che lo Stoccarda o il Wolfsburg, e in cui il neopromosso Hoffenheim rimane in testa alla classifica per tutto il girone d’andata.

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