
di Simone Lo Giudice
La malinconia dei funamboli brasiliani, che divertenti non lo sono più. Dunga ha perso la sua scommessa di fronte al sorprente van Marwijk. Dare un'occhiata ai Campionati pre-Mondiale non è peccato, tanto rifarci alla fiLIPPIca rifilata allo svagato MARCELLO in terra sudafricana. L'Olanda follettica ha spazzato via una flotta brasiliana mai del tutto convicente. D'accordo per la scelta del fozzoletto interista Julio Cesar-Maicon-Lucio (anche se reduci da una stagione fin troppo vincente per continuare ad essere tale), ma perchè investire tanto sullo sciagurato Felipe Melo e tutto sull'arrancante Kakà? Per selezionare una Nazionale non puoi vivere di supposizioni, ma solamente di certezze stagionali. Sul 2-1 olandese, Dunga ha optato per la sostituzione del vaporoso Luis Fabiano (Siviglia) con lo sconosciuto Nilmar (Villarreal), relegando definitivamente in panchina il fantasmatico Grafite (Wolfsburg). L'allenatore brasiliano ha cancellato presto dalla sua lista mondiale il ritrovato Ronaldinho (reduce da una stagione milanista con il saldo in attivo) e il letale Pato (finchè il suo fisico ha retto, il Milan è rimasto aggrappato al Campionato). Ronaldinho al posto di Kakà non avrebbe scandalizzato nessuno con il senno della scorsa stagione, idem per Pato in un ruolo alla Nilmar. Ma Dunga ha preferito non svestirsi delle sue idee, e alla fine ne è rimasto soffocato. MELOmale che c'è FELIPE: la scelta dunghiana per antonomasia ha sconvolto le gerarchie mondiali. Brava Olanda: tra l'elastico Robben e il factotum Sneijder. van Marwijk non si è scusato per aver dato un'occhiata alla scorsa stagione europea. TrionfOrange a Port Elizabeth!
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