
di Simone Lo Giudice
L'Oceano Atlantico si estende per 11 metri tra Africa equatoriale e America latina. Ghana e Uruguay hanno dato vita a un miracolo Mondiale. Al Soccer City di Johannesburg è andato in scena un quarto di finale tanto travolgente quanto drammatico. Novanta minuti spesi tra gocce di sudore e occasioni fallite, inzuppati in due goal da cartolina: quello del ghanese Muntari nel primo tempo, quello dell'uruguaiano Diego Forlan al rientro delle squadre in campo. Supplementari dietro l'angolo ed emozioni destate dalla panchina. La rimonta ha sfinito l'Uruguay, mentre il Ghana sembra avere più birra in corpo. Tante occasioni figlie del treno-semifinale che fa sosta all'ultimo minuto del secondo tempo supplementare: l'uruguaiano Suarez si improvvisa pallavolista nella sua area di rigore, Asamoah Gyan si appresta a firmare il match point ghanesafricano. Ma le sue ambizioni sbattono sulla traversa della porta musleriana. Un colpo al cuore per il continente nero. Ai rigori successivi passa l'Uruguay di Oscar Tabarez, ritornato nell'elite mondiale dopo 40 anni di assenza. Gyan piange a dirotto, colpevole di aver fallito il rigore che ha inGHANNAto l'Africa.
Nessun commento:
Posta un commento