
di Simone Lo Giudice
Un letargo lungo 36 anni. L'arancione ritorna ad abbagliare le ultime battute di un Mondiale dopo un'attesa estenuante. Ci voleva un giardiniere come van Marwijk per dare nuova linfa ai tupilani sfioriti. La legge olandese ha punito la sua sesta vittima: l'Uruguay del biondissimo Diego Forlan fa breccia nell'albo arancione già ricco di Brasile, Slovacchia, Camerun, Giappone, Danimarca. Tra tanto merito e un pò di buona sorte, Robben e company hanno abbagliato le compagini provenienti da quattro continenti su sei complessivi (cioè Europa, America Latina, Africa, Asia). Una conquista totale per un calcio che totale non lo è più. In sei gare mondiali, abbiamo ammirato un'Olanda più accorta difensivamente e più spuntata offensivamente. Eppure è lì. Due nomi su tutti: Wesley Sneijder e Arjen Robben, gli scarti del Real Madrid florentiniano già andati in scena (anche se da avversari) nella europeissima Madrid dello scorso Maggio. Pochi capelli per entrambi, ma tanto talento, condito da una sfrenata sete di rivincita. L'11 Luglio del 2010 sarà il loro giorno: per inseguire un sogno olandese già infranto per due volte tra 1974 (Olanda superata dalla Germania Ovest in Germania Ovest) e 1978 (Olanda annichilita dall'Argentina in Argentina). Per la Nazionale dei Paesi Bassi si tratterebbe dell'esordio in assoluto sul palcoscenico mondiale. Ci voleva questo gruppo per arrivare fino a Johannesburg 2010, ci voleva una nuova era arancione. Tupilani serrate i petali per la serata più mondiale di sempre: ERA ORAnge!
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