
di Simone Lo Giudice
Giù il sipario sulla tragedia francese. Il drammaturgo Domenech ha diretto la sua ultima messa in scena. Uno spettacolo che schiaffeggia la storia transalpina in terra calcistica. Tre atti recitati a scena muta: tanti attori potenziali, ma nessun protagonista reale (a parte il solito Raymond). Un pareggio con il sorprendente Uruguay, una sconfitta subita dal giovane Messico, una disfatta rifilata dal vaporoso Sudafrica. Ma abbiamo assistito a indimenticabili intermezzi di gusto farsesco: Anelka rispedito a casa per un eccesso di sincerità nei confronti dell'alienato Raymond, l'allenamento saltato per sciopero generale del truppa, i giornali nazionali che fotografano impietosamente la sconfitta calcistico-sociale della Nazione. Intanto le scelte del drammaturgo Raymond sono già storia: Henry titolare in panchina e Gignac panchinaro in campo, Gourcuff un pò coccolato e spesso bistrattato, Ribery predicatore nel deserto. Tutto questo mentre la fascia di capitano continua a saltellare da un braccio all'altro senza meta. Si salva solo Florent Malouda, l'autore dell'unico goal transalpino realizzato al Mondiale sudafricano. Adieu Raymond! Uscire così...che malouDA!
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