il giornale degli studenti dell'Università di Pavia

giovedì 10 giugno 2010

Punto e a Capo (di Buona Speranza)

di Simone Lo Giudice
E adesso chiudiamo quel periodo. Mettiamoci un bel punto e ripartiamo con questo capoverso. Facciamolo italianamente. Berlina (Berlino 2006) festeggerà tra poco i suoi quattro anni di vita: non cammina più a tentoni e non annaspa più tra le parole. E' grandicella ormai. Però avrebbe bisogno di una sorellina: e se la chiamassimo Johanna (Johannesburg 2010)? Già. La nostra speranza a fare breccia tra i sogni altrui. La Nazionale italiana si pregusta il dolce sudafricano, dopo aver divorato il primo piatto tedesco. Ma in molti la accusano di "essere alla frutta". Perchè le scelte lippiane non rispecchiano il sentimento popolare (eppure fu così anche nel 2006). Siamo un popolo che ama remarsi contro, ma se poi si vince... ecco a voi le piazze gremite! Siamo Italiani perchè dobbiamo frustarci in partenza. Proviamo a vincere solo se ci sentiamo sconfitti. Dobbiamo dimenticare il passato per rimotivarci nel presente. E' un gusto sadico per l'autocritica azzeratrice. E il sorriso sul nostro volto lo vedi solo alla fine, se va bene. Non sappiamo vivere comunque a testa alta: e pensare che c'è chi lo fa in mezzo alla miseria. E se per una volta provassimo a scrivere un nuovo capoverso esistenziale? Coraggio Italia! Punto e a capo. E adesso facciamolo africanamente. Il sentimento nero ricorda quelli amori adolescenziali, lontani anni luce dalla ruotine euro-cupidesca, che di amore non sa nemmeno più. L'Africa ha un cuore pulsante, emozionato, fremente di fronte alla sua prima volta. Ci dovrebbe impartire ripetizioni di "educazione sentimentale", per dirla alla Flaubert. Il viver europeo misconosce il longevo sentimento in favore della fuggitiva emozione. Forse il progresso ci ha fatto regredire. Speriamo che questo Mondiale dia qualche risposta ai nostri punti interrogativi, affinchè tutto non si riveli solamente un "sogno di una notte di mezza estate". L'Africa parte dal Sudafrica, l'Italia riparte da Città del Capo. Scriviamo mondialmente questo nuovo capoverso. Perchè giocare a calcio non sia solamente un ludico passatempo, ma si riveli per tutti un farmaco a base "di Buona Speranza".

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