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lunedì 14 giugno 2010

Italia non bollita ma PEPata

di Simone Lo Giudice
L'esordio azzurro a Cape Town ha partorito un sudato 1-1. Lippi ha costruito come sempre un buon collettivo: difesa inchiodata davanti a Buffon-Marchetti, centrocampo tutto-corsa, ali d'attacco ammirevoli. Le note dolenti risuonano davanti: Marchisio come trequartista non s'ha da fare, Gilardino non è nato per giocare "alla Milito". Bisognava rinnovarsi, era il primo nostro obiettivo e per fortuna i giovani hanno straconvinto: dal coraggioso Criscito al tutta-qualità Montolivo. Ma ne manca uno, manca il volto nuovo, quello del Mondiale azzurro-sudafricano: è Simone Pepe, factotum centrocamp-attaccante, fiato da vendere e piede trasformista (operaio in fase difensiva, educato in fase offensiva). Proprio dal piede destro di Pepe è partito il calcio d'angolo spizzato da De Rossi sotto-porta. Si parlava di un'Italia bollita: a Cape Town è andata in scena una squadra PEPata. Potrà dire la sua in questo Mondiale orfano di goal. E' il nostro Capo di Buona Speranza.

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